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La Storia
Case di Torre Bertona era un possedimento di campagna, a pochi chilometri dalla cinta muraria della città, posto su una altura dalla quale dominava il corso sinuoso del Tevere, giù nella valle. Lì da secoli sorgeva la torre, una delle tante strutture difensive disposte nel territorio del comune, a guardia della strada che collegava la città con il territorio di Orvieto.
Il luogo era ameno e ventilato, circondato da campi coltivati, vigne e uliveti. Roberto, detto Robertone, forse a causa della sua corporatura massiccia, dispose la costruzione di una casa dalla semplici e severe forme rinascimentali per sé e per i suoi, addossandola alle poderose mura della torre.
A partire dal XVI secolo la località prende quindi da lui il nome di Torre Bertona, ed è definita nei catasti cittadini Casa di villeggiatura.
Nel 1522 sua figlia Austeria riceve in dote una parte della Torre al momento delle nozze con Paolo Pietro Leoncini, membro di un’altra nobile famiglia di Todi.
Dal loro matrimonio nascerà una prole numerosa. I figli maschi porteranno i nomi degli arcangeli.
Nel XVII secolo la Torre passa dalla famiglia Leoncini alla famiglia Alvi al momento delle nozze di Crispolta con Giovan Battista Alvi. Il loro matrimonio, da cui nasce un bambino, Pirro, si interrompe tragicamente nel 1643 con la morte sul campo di battaglia del giovane marito, vessillifero di papa Urbano VIII.
La costruzione e le terre circostanti rimarranno in possesso della famiglia Alvi fino agli inizi del XX secolo.
Oggi ...
Case di Torre Bertona conserva la grazia nobile del rifugio di campagna appena fuori dalle severe mura cittadine di Todi, in un’atmosfera che mescola il ritmo tranquillo di una campagna coltivata e frequentata da duemila anni alla serenità di un luogo piccolo e appartato.
La strada bianca finisce sulla piazzetta del borgo, stretta tra la scalinata della torre, su cui si apre la porta della cappellina seicentesca, e il lungo fabbricato della casa colonica. Da lì, la strada si trasforma in sentiero, e sale tra le querce e gli olivi verso la collina boscosa, popolata da animali numerosi e prudenti.
La casa in cui Austeria, Crispolta, Pirro e i giovani dal nome di arcangeli venivano a trascorrere i giorni della mietitura e della calura estiva domina dall’alto la valle e le colline circostanti, in un contesto di serenità e di luce.
Intorno, non solitudini e distese di campagna disabitata, ma la campagna “civile” tipica di Umbria e Toscana, che reca i segni di un’operosità millenaria, e che reca ancora ben leggibili le impronte del modello rurale romano.
E, come nei secoli passati, la “città” il luogo del vivere associato e della cultura, è a portata di sguardo e raggiungibile in brevissimo tempo. Una volta, un’ora a cavallo. Oggi, pochi minuti, e ci si trova nella magnifica piazza di Todi.
La casa di villeggiatura di Robertone degli Oddi è ora suddivisa in tre appartamenti (Appartamento Ariel - Appartamento Domus Picta - Appartamento Angelus Novus) , ognuno dotato di un carattere distinto. Tutto l’edificio è stato fatto oggetto di un restauro meticoloso, rispettoso delle tracce delle trasformazioni avvenute nel tempo.
Abbiamo voluto conservare gli echi del tempo trascorso, ma soprattutto, catturare lo spirito del luogo.
E speriamo di esserci riusciti..
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